Rallentano le erogazioni di prestiti nel Lazio

Secondo quanto ha rilevato la Banca d’Italia in una sua recente analisi sull’economia del Lazio, i prestiti bancari alla clientela privata residente nella regione, lievemente cresciuti durante la prima metà e il terzo trimestre del 2011, avrebbero subito un significativo rallentamento nell’ultimissima parte dello scorso anno, denotando una interessante corrispondenza delle propensioni all’indebitamento con le difficoltà dell’Italia in materia finanziaria.

Stando a quanto afferma ancora la Banca d’Italia, nel 2011 i mutui per l’acquisto delle abitazioni hanno decelerato ancora, in linea con la tendenza delle compravendite. A fronte di una ristrettezza creditizia generalizzata ha infatti fatto fronte una domanda sempre più debole, legata indissolubilmente al clima di sfiducia che è montato e sta montando nella società italiana e, in modo più specifico, su quella laziale.

Non va meglio alle aziende. Sempre secondo quanto dichiara il rapporto di Bankitalia sull’economia del Lazio, a marzo del 2012 i finanziamenti bancari al settore produttivo sono risultati stazionari, con un calo delle erogazioni alle piccole imprese rispetto a quelle di maggiori dimensioni.

La riduzioni dei prestiti concessi alle organizzazioni imprenditoriali da parte dei soli primi cinque gruppi bancari italiana è stata tuttavia controbilanciata dalla crescita delle erogazioni delle banche di dimensioni minori.

Sul fronte della raccolta, l’istituto monetario conferma come nella fase finale del 2011 i depositi bancari delle famiglie si siano ridotti, soprattutto per quanto concerne le giacenze sul conto corrente. Sono cresciuti invece i depositi con vincoli di durata prestabilita.

Complessivamente, dal 2009 ad oggi non vi sarebbero grandi differenze in merito al volume di ricchezza finanziaria delle famiglie della regione: si è semmai spostata, all’interno di una torta sempre uguale, la fetta delle attività finanziarie meno rischiose, che hanno conseguito un’importanza via via crescente, fino a toccare un terzo del complesso.

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