Prestiti scuola: non sempre sono così convenienti

I prestiti scuola sono dei particolari finanziamenti personali erogati dagli istituti di credito italiani al fine di supportare le spese del corredo scolastico dei figli della propria clientela o, in alternativa, il pagamento delle rette di corsi universitari o di specializzazione. Promossi dalle banche come prodotti particolarmente convenienti, a tasso “zero” (il virgolettato è quanto mai d’obbligo), l’associazione dei consumatori Altroconsumo ha scoperto che, in realtà, la convenienza sarebbe tutt’altro che verificabile a causa della presenza di costi non sempre trasparenti, e della necessità frequente di abbinare una polizza assicurativa.

Ma partiamo con ordine. I prestiti scuola sono generalmente contraddistinti da un importo erogabile molto basso (compreso tra i 200 e i 2 mila euro) e da una durata del piano di ammortamento che raramente può superare i 2 o i 3 anni. In tali ristrette basi assolute, ne deriva che l’incidenza di un costo fisso (es. l’imposta di bollo o le spese per l’invio delle comunicazioni) assume delle influenze proporzionali molto elevate sul TAEG.

Ne deriva, ancora, che quasi mai i prestiti a TAN zero sono dei finanziamenti ad effettivo TAEG zero. Secondo Altroconsumo, ad esempio, dei tanti finanziamenti indagati solamente due (Banca delle Marche e Banco Popolare) sarebbero titolari di un “vero” tasso zero. Nelle altre, invece, il TAEG spazia dal 3.66% di Banca Popolare dell’Emilia Romagna al 7.126% di Banca Popolare di Milano all’11,75% di Poste Italiane. C’è poi chi, afferma l’associazione dei consumatori, propone il prestito a TAEG pari all’1,104% (Banca Popolare di Vicenza) ma richiede la presenza di conto corrente nella banca con accredito dello stipendio e addebito diretto di due utenze.

Attenzione, infine, ai costi delle protezioni assicurative. “In tutte le offerte che abbiamo analizzato, comunque, la polizza vita era facoltativa, o almeno così risulta dai siti delle banche. In generale, visto il capitale ridotto e la durata minima del prestito, una polizza vita è da sconsigliare” – conclude Altroconsumo.

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