Prestiti in calo anche a maggio

Secondo quanto affermano i dati diffusi dalla Banca Centrale Europea, nel corso del mese di maggio i prestiti delle banche a favore del settore privato sarebbero diminuiti ancora, con una flessione di 0,1 punti percentuali su base annua, nonostante la crescita di 0,2 punti percentuali sul mese di aprile, e l’iniezione da 1.000 miliardi di euro di liquidità a basso costo tramite le operazioni di rifinanziamento licenziate dall’Eurotower, a tre anni.

Da quanto sopra, è facile ricavarne un’impressione piuttosto negativa del comportamento degli istituti di credito nei confronti del mondo retail. Probabilmente, ancora una volta, le banche hanno preferito approfittare delle elargizioni di liquidità della Banca Centrale Europea per acquistare titoli di Stato e rimpolpare il proprio sostanziale patrimonio, piuttosto che alleviare i timori di credit crunch.

I prestiti alle famiglie sono aumentati di 2 miliardi di euro, dopo la crescita di 7 miliardi di euro ad aprile e a marzo. La massa monetaria M3 dei Paesi dell’eurozona ha invece registrato a maggio un incremento del 2,9 per cento su base annuale contro il 2,5 per cento annuo di aprile. Le stime degli economisti erano per una crescita pari a 2,4 punti percentuali.

Tornando al timore di credit crunch, appare molto consolidata l’ipotesi di un rallentamento delle erogazioni – in parte patologico – durante il periodo estivo. Fallita la rimonta nella passata primavera e all’inizio di questa estate, rimane da domandarsi se il prossimo autunno potrà costituire pragmaticamente il momento di inversione di tendenza negativa. Difficile poter prevedere un simile atteggiamento da parte del mercato creditizio nazionale e internazionale: è invece più probabile che le difficoltà possano trascinarsi anche per i prossimi trimestri, introducendo nel peggiore dei modi un 2013 che già si preannuncia particolarmente arduo.

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