Prestiti destinati a calare con le nuove regole?

prestiti-caloSecondo quanto sta emergendo da diverse analisi previsionali compiute nelle ultime settimane, le nuove regole bancarie approvate dal comitato di Basilea rischiano di scoraggiare ulteriormente gli istituti di credito dal concedere finanziamenti nei confronti di famiglie e imprese e, di contro, rendere sempre più convenienti gli investimenti di natura finanziaria.

E così, mentre già la Banca centrale europea ammette che a novembre i crediti verso le aziende sono calati del 3,9% a livello europeo, e del 5,9% a livello italiano (e Bankitalia precisa che la contrazione è stata pari al 6%), nel 2014 – proprio in virtù dell’evoluzione degli atteggiamenti delle imprese creditizie – la diminuzione delle erogazioni dovrebbe farsi sentire per almeno 8 miliardi di euro, da sommarsi ai 96 miliardi di euro di finanziamenti “spariti” nel corso degli ultimi due anni.

Se la situazione sopra dipinta è già di per sè negativa, lo scenario rischia di essere ancor più drammatico con l’introduzione delle nuove regole che, secondo quanto affermano diversi critici, oltre a non risolvere il livello di sicurezza del sistema bancario, potebbero ripercuotersi negativamente sui finanziamenti all’economia.

Tecnicamente, le nuove regole prevedono che le banche raggiungano un leverage ratio di almeno il 3 per cento (ovvero, disporre di capitale proprio pari o superiore al 3% dei propri attivi). Quindi, se una banca ha in essere prestiti e invesitmenti per 1.000 euro, deve disporre di almeno 30 euro “suoi”, mentre il resto può essere preso in prestito. Se tutto ciò può essere uno spunto meritevole, è anche vero che il 3% può esser considerato come un valore sostanzialmente basso, e non certo molto lontano rispetto a quanto era in vigore prima dello scoppio dell’attuale ondata di crisi.

E così, mentre qualche istituto di credito vara operazioni di “bad banking” e qualche altro cerca di mettere fieno in casina in attesa di tempi meno propizi, i consumatori italiani guardano con sospetto a quello che potrebbe succedere…

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