Prestiti a Napoli e Campania: brusca inversione di tendenza

Brutte notizie sul fronte del sistema creditizio in Campania.

A certificare il crollo delle erogazioni nei confronti delle famiglie e delle imprese è stata l’analisi statistica compiuta dall‘Associazione bancaria italiana, che ha affermato come nel corso del 2012 il credito bancario verso imprese non finanziarie e consumatori sarebbe diminuito in maniera più gravosa rispetto alla media del Mezzogiorno.

Stando a quanto dichiarato ai media da Giuseppe Castagna, presidente regionale dell’Abi – Campania, il 2012 si sarebbe concluso con il primo passo indietro in sei anni, per quanto concerne il volume delle erogazioni verso famiglie e imprese. Un passo indietro evidentemente sgradito, visto e considerato che il – 3,4 per cento va ad aggravare un comparto scarsamente produttivo (il Pil è calato del 10%, la produzione industriale addirittura del 20%).

Ancora, si noti come la contrazione del 3,4 per cento nel totale delle erogazioni abbia colpito prevalentemente le imprese locali, che hanno dovuto fare i conti con un freno delle erogazioni al – 4,1 per cento, 0,7 punti percentuali oltre la media del Sud Italia. Più contenuta è invece la flessione delle erogazioni nei confronti delle famiglie italiane, che hanno dovuto confrontarsi con un calo del 2,5 per cento, in linea con quanto invece accaduto in ambito meridionale.

Nonostante tutto, l’appoggio delle banche al sistema imprenditoriale non sarebbe mancato del tutto. L’Abi ricorda in proposito che le banche locali abbiano garantito liquidità in più per 39,3 milioni di euro, il 6,5 per cento dell’ammontare complessivo, in virtù della sospensione dei debiti per le famiglie in difficoltà.

Ad ogni modo, le preoccupazioni dell’Abi e di tutto il sistema bancario vanno fondamentalmente a indirizzarsi sul deterioramento dei crediti, visto e considerato che le banche operanti nella regione lamentano il raddoppio delle sofferenze: ben 8,1 miliardi di euro, in un rapporto con gli impieghi che ha toccato il 10,4 per cento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*