Mutui sempre più cari: + 103bp in un anno

In un suo recente studio, Confartigianato ha ricordato come il tasso di interesse sui prestiti alle famiglie italiane sia cresciuto di 103 basis points in un solo anno, toccando il valore medio del 4,12% a maggio 2012. Prestiti e mutui più cari, pertanto, a fronte di minori erogazioni: il volume di mutui casa concessi dalle banche nazionali alla clientela non finanziaria è infatti crollato, generando pressioni al ribasso nella generazione di oeprazioni di compravendite immobiliari. Ecco a quali considerazioni è giunta la Confederazione degli artigiani.

Secondo Confartigianato, per pagare la rata del mutuo gli italiani devono sborsare in media oltre il 30% del proprio reddito. Una quota che raggiunge picchi ben più preoccupanti nel Nord Italia, dove in alcuni territori ci si avvicina pericolosamente al 40%. Per quanto riguarda invece l’andamento delle compravendite delle case, si è sviluppata una flessione del 17.8 per cento, che si è resa complice del deterioramento dell’andamento dell’occupazione nel comparto, con perdita di oltre 97 mila posti di lavoro.

Oltre a quanto sopra, Confartigianato invita a tenere in considerazione come – a nuocere ai portafogli delle famiglie italiane – saranno anche una lunga serie di cause concomitanti, come ad esempio l’Imu, le bollette di luce e gas, i servizi di trasporto, i carburanti, i prodotti alimentari, i libri scolastici. Coglie la palla al balzo il duo Adusbef – Federconsumatori, che proprio su tale fronte ricordano come le famiglie pagheranno oltre 2.300 euro in più rispetto al 2011, per le proprie spese “correnti”.

In particolare, l’Imu costerà 405 euro a famiglia per la sola prima casa, gli alimenti rincarano del 7% per 392 euro, i carburanti per 276 euro, il riscaldamento per 195 euro, le addizionali territoriali per 150 euro, l’elettricità per 110 euro, il gas per 113 euro, i trasporti locali per 48 euro.

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